Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

I FIORETTI
Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII 
Capitolo VIII
Capitolo IX 
Capitolo X
Capitolo XI 
Capitolo XII
Capitolo XIII 
Capitolo XIV 
Capitolo XV 
Capitolo XVI 
Capitolo XVII 
Capitolo XVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XX 
Capitolo XXI 
Capitolo XXII 
Capitolo XXIII 
Capitolo XXIV 
Capitolo XXV 
Capitolo XXVI 
Capitolo XXVII 
Capitolo XXVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XXX 
Capitolo XXXI 
Capitolo XXXII 
Capitolo XXXIII 
Capitolo XXXIV 
Capitolo XXXV 
Capitolo XXXVI 
Capitolo XXXVII 
Capitolo XXXVIII 
Capitolo XXXIX 
Capitolo XL 
Capitolo XLI 
Capitolo XLII 
Capitolo XLIII 
Capitolo XLIV 
Capitolo XLV 
Capitolo XLVI 
Capitolo XLVII 
Capitolo XLVIII 
Capitolo XLIX 
Capitolo L 
Capitolo LI 
Capitolo LII 
Capitolo LIII 
Fioretti: CAPITOLO XXIII

CAPITOLO XXIII

Come santo Francesco liberò un frate
ch'era in peccato col demonio.

Stando santo Francesco una volta in orazione nel luogo della Porziuncola, vide per divina revelazione tutto il luogo attorniato e assediato dalli demoni a modo che di grande esercito; ma nessuno loro potea entrare dentro nel luogo, imperò che questi frati erano di tanta santità, che li demonii non aveano a cui entrare dentro. Ma perseverando così, un dì uno di que' frati si scandalezzò con un altro e pensava nel cuor suo come lo potesse accusare e vendicarsi di lui. Per la qual cosa, istando costui in questo mal pensiero, il demonio, avendo l'entrata aperta entrò nel luogo, e ponsi in sul collo di quello frate. Veggendo ciò lo pietoso e sollecito pastore, lo quale vegghiava sempre sopra le sue greggie, che il lupo si era entrato a divorare la pecorella sua, fece subitamente chiamare a sé quel frate, e comandògli che di presente e' dovesse iscoprire lo veleno dell'odio conceputo contro al prossimo, per lo quale egli era nelle mani del nimico. Di che colui impaurito, che si vedea compreso dal padre santo, si scoperse ogni veleno e rancore e riconobbe la colpa sua, e domandonne umilmente la penitenza con misericordia. E fatto ciò, assoluto che fu dal peccato e ricevuto la penitenza, subito dinanzi a santo Francesco il demonio si partì, e 'l frate così liberato delle mani della bestia crudele, per la bontà del buono pastore, sì ringraziò Iddio, e ritornando corretto e ammaestrato alla gregge del santo pastore, esso vivette poi in grande santità.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.



 
 



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